Escursioni naturaliste

Escursioni naturalistiche nella Valle del Brunone

Escursioni naturalistiche nella Valle del Brunone, monumento naturale e sito paleontologico di rilevanza mondiale.

Il Monumento Naturale della Valle Brunone è una splendida area, poco antropizzata che si sviluppa lungo il corso del torrente Brunone ed offre la possibilità di fare escursioni naturalistiche, scoprire angoli pittoreschi ed inaspettati e sostare nelle aree pic-nic.

Questo luogo è stato riconosciuto come Monumento Naturale perchè ricco di giacimenti paleontologici, risalenti al Triassico Superiore.

A partire dal 1973 sono stati trovati una serie di affioramenti di argilliti nere a granulometria fine, ben stratificate e finemente laminate del Triassico superiore. Queste rocce conservano una ricca fauna fossile comprendente: rettili, pesci oltre a numerosi crostacei e insetti.

Tra questi la specie simbolo è sicuramente lo spettacolare esemplare di libellula fossile Italophlebia gervasuttii.
Le sorgenti d’acqua sulfurea situate il Valle Brunone hanno rivestito una notevole importanza nel passato per la cura di alcune patologie, tanto da essere menzionate dallo scienziato Antonio Stoppani nella sua opera del 1876 intitolata “Il Bel Paese”.

I PERCORSI

Vari sono i punti di accesso alla Valle Brunone, il più facile è il Percorso A che partendo dalla strada provinciale in prossimità del campo sportivo di Ponte Giurino (ingresso 1) porta alla sorgente sulfurea: è un sentiero di facile percorrenza, ben tracciato, che segue il corso del torrente.

I percorsi B e C (1,30-2 ore di percorrenza) sono costituiti da una rete di sentieri ad anello che si sviluppano nell’area in mezzo al bosco.

Sentiero Naturalistico del Chitò

Gli escursionisti e gli appassionati che vogliono scoprire le bellezze e i tesori naturalistici che la Valle Imagna racchiude, hanno nel “Sentiero naturalistico del Chitò” un percorso che consente di entrare in un mondo dove la natura da il massimo, in maniera maestosa e selvaggia, con particolari scorci paesistici di notevole bellezza. Questa nuova pista, percorribile sia a piedi che in bicicletta, consentirà una volta completata, partendo da Clanezzo di arrivare fino a Ponte Giurino. Descriveremo ora il tratto percorribile che da Clanezzo raggiunge la località Medega nei pressi di Capizzone.

Da Clanezzo, per l’escursionista senza bici è possibile lasciare l’auto nel posteggio situato a lato della chiesa parrocchiale; per poi proseguire a sinistra e prendere la strada privata che sale verso il ristorante Belvedì. Percorso un tratto con due tornanti a sinistra diparte la pista che con breve tratto in discesa si porta al livello del “Sentiero naturalistico del Chitò” che percorre la sede interrata di un dismesso canale idroelettrico, fiancheggiando in quota il torrente Imagna, che qui si inforra per circa due chilometri prima di confluire nel fiume Brembo, a Clanezzo. Data l’origine idraulica, il sentiero è dolce ed adatto agli escursionisti di tutte le età.

Il percorso si snoda sulla sinistra idraulica dove dalla la ripa scoscesa dipartono piccoli rivi molto ripidi che caratterizzano le falde sud-occidentali della piramide del del Monte Ubione (895 m).

Non vi sono insediamenti abitativi, il versante è coperto da un fitto bosco costituito da essenze arboree in prevalenza costituite da: nocciolo, castagno, farnia, carpino, robinia, tiglio selvatico, acero, frassino, faggio. In alcuni tratti solitari il bosco racconta le vecchie storie di quando i boscaioli ed i carbonai dormivano all’addiaccio o quando nel lontano passato la selva era percorsa dagli armigeri che salivano alla rocca posta sul Monte Ubione. Il sentiero percorre tratti di particolare interesse naturalistico con affioramenti di dolomia una roccia calcarea che le lavorazioni per la realizzazione della pista hanno in alcuni casi drasticamente tagliato. Pregevoli e di particolare interesse naturalistico sono le sorgenti incrostanti con fenomeni di deposito concrezionale, rari per la bergamasca.

La prima che si incontra è la vecchia captazione della “Sorgente del Griso” : poco sotto esisteva un celebre mulino “Mulino Vecchio o del Griso” . Questo acquedotto alimenta l’antica fontana pubblica di Cabrozzo.

Percorsi alcune centinaia di metri, il ripido sentiero, utilizzato un tempo dai boscaioli che sale verso il Monte Ubione; poco oltre la seconda sorgente che scaturisce da una cavernetta situata a una cinquantina di metri a monte lungo il solco vallivo.
Continuando il percorso l’escursionista arriverà dove è rimasto il canale idroelettrico ora coperto da una griglia nel punto dove un tempo il canale percorreva un tratto in galleria, qui si incontra la terza sorgente che scaturisce poco a monte depositando un’enorme escrescenza concrezionale.

La pista termina il percorso sulla sinistra idraulica per poi scavalcare l’Imagna in prossimità di Strozza con il Ponte del Chitò (che prende il nome dall’Ing. Chitò che lo progettò), un ardito ponte canale in pietra. Il versante in destra idrografica è più dolce e ha consentito una particolare antropizzazione con casolari e strade di accesso. Percorso un breve tratto a lato della strada provinciale, termina il tratto agibile in località Medega, a poche centinaia di metri dal paese di Capizzone.

Il sentiero dei Giganti

Il più famoso di tutti, è un circuito segnalato di 30 Km. sulle antiche mulattiere e collega sei paesi dell´alta valle. Il circuito ovviamente può essere percorso in toto, magari in MTB o in parte, passeggiando a piedi.

Gli escursionisti piú allenati possono raggiungere i passi e le cime che fanno corona al paese: la Pasada, il Pertüs, l´Ocone, il Monte Tesoro o il Resegone.
Il «Sentiero dei giganti» è stato realizzato ripristinando con cura e pazienza antiche mulattiere che si snodano per dieci chilometri tra Sant’Omobono, Rota d’Imagna, Brumano Corna Imagna, Locatello e Fuipiano.

Il circuito, lungo 30 chilometri, è stato studiato per uso polivalente e può essere percorso sia a piedi, magari con zaino in spalla, che in mountain bike..

Il tracciato tocca località legate a personaggi storici della valle ma anche a un patrimonio architettonico e naturalistico unico.

Da qui il nome «Sentiero dei giganti», a rappresentare l’imponenza di opere architettoniche con la pietra, la grandezza delle figure storiche che qui hanno avuto i loro natali, come Giacomo Quarenghi, architetto alla corte degli zar di San Pietroburgo, le cappelle del pittore Antonio Sibella, la contrada Roncaglia dove sono nati gli antenati di Papa Roncalli, l’antico borgo di Arnosto e i tre faggi a Fuipiano, le pietre scolpite di Brumano.

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